Special olympics è un universo complesso fatto di emozioni, sudore, obbiettivi ma soprattutto di sorrisi ed è costituito da persone semplici che con altrettanta semplicità lasciano un segno indelebile. E’ una realtà diversa da quante altre se ne possano incontrare nel mondo del volontariato, poiché riesce nell’insegnamento di un modo diverso di vivere la quotidianità e tutto quello che ci circonda. 
Se infatti non si è abituati all’autenticità e alla semplicità con cui gli atleti Special Olympics si relazionano con il prossimo, crediamo che le prime esperienze con loro potrebbero risultare rivoluzionarie. 
 
Nelle loro azioni e nelle loro parole vi sono una grande determinazione e naturalezza ma anche una sana gioia e una solarità, valori che spesso vengono trascurati dalla nostra società.
E’ necessario pertanto raccontare le storie dei protagonisti di Special Olympics, dato che, questa realtà ha cambiato e probabilmente cambierà ancora radicalmente tante vite e da oggi in poi, faremo in modo di farvi conoscere le loro storie, la nostra prima intervista è rivolta a Michela Pisanu. 
 
Michela Pisanu è un’atleta Special Olympics ha 17 anni, va a scuola, ed è una delle rivelazioni dei giochi estivi di La Spezia di quest'estate.
La prima domanda che le ho rivolto è stata quale fosse il suo sport preferito. Lei mi ha guardato con i suoi bellissimi occhi celesti e mi ha risposto senza esitazioni calcio! E non è un caso che dopo averle chiesto quale fosse il suo ruolo preferito, lei mi abbia risposto attaccante. 
 
Vedete, Michela quest'estate è stata una delle attaccanti più prolifiche sotto porta della rappresentativa sarda di calcio a 5 unificato femminile e, infatti, quando le chiedo quale sia il momento più bello di "La Spezia”, mi racconta di quella tripletta che le ha fatto meritare il soprannome di "bomber". Mi dice inoltre che sì è importante segnare ma lo è anche vincere insieme a tutta la squadra, una cosa non così ovvia nell'ambiente sportivo.
 
E così è d'obbligo domandarle che squadra tifi e quali siano i suoi calciatori preferiti. Ebbene, Michela tifa il Milan ma anche il Cagliari, però ammette che per un periodo ha simpatizzato per la Juventus, il suo calciatore preferito è solo uno: Montolivo, infatti, mi ha confessato che le piacerebbe giocare come lui.
 
Durante la settimana l'ASD Millesport organizza tante attività, le chiedo qual è il suo giorno preferito, ci pensa un po' e mi risponde il giovedì quando può giocare assieme a tutti gli altri atleti a bowling: il suo momento preferito è quello in cui spuntano nel tabellone le classifiche dei punteggi. Poco dopo pensando a tutti gli atleti che compongono e definiscono questa meravigliosa realtà, le chiedo secondo il suo punto di vista che significhi essere un atleta Special Olympics, ed ecco arrivare un'altra risposta notevole: essere forti tutti assieme.
 
Le domando un po' della scuola e mi racconta che si trova molto bene nella sua classe e che la maggior parte di questa, è composta di ragazze che sono simpatiche e gentili con lei. Incuriosita, le chiedo quale sia la sua materia preferita e pensandoci qualche secondo mi risponde inglese.
 
Infine le faccio una domanda un po' difficile che qualche settimana fa qualche volontario le aveva già fatto, le chiedo che cosa significhi essere volontari Special Olympics, la prima volta aveva risposto sorridendo che lo avremmo dovuto sapere noi, e in effetti è così, ma la seconda volta è stata più clemente e mi ha sorpreso rispondendomi che significa semplicemente stare tutti assieme. Una risposta che non è banale, perché per stare tutti assieme bisogna soprattutto sapere accettare tutti.
Michela Pisanu è parte di quest’universo straordinario ed è per questo che con delle semplici e autentiche risposte è riuscita a spiegarci più di quanto avrebbero probabilmente fatto tanti altri con chi sa quali teorie filosofiche, lei con questa intervista ci ha insegnato che a volte basta semplicemente aprire gli occhi e guardarlo con essenzialità e con l'autenticità che la contraddistingue.
 
Articolo di Elena Fiorellino